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The Great Sphinx of Giza: Secrets, History & Facts

Built during the reign of Pharaoh Khafre, the Great Sphinx guards the Giza Plateau. Explore the history, myths, and enduring legacy of Egypt's monolithic icon.

A cura di Egyptaten Team · Pubblicato il settembre 2026 · 6 minutes di lettura

The Great Sphinx of Giza: Secrets, History & Facts
Indice

La Grande Sfinge è considerata l'incarnazione dell'antichità e del mistero. Ancora oggi accende l'immaginazione di poeti, viaggiatori, avventurieri e scienziati attraverso i millenni, e la sua origine è tuttora oggetto di dibattito. Grandi racconti di mistero e meraviglia sono stati narrati su questa incredibile statua, che mostra un aspetto tutto suo della mitologia, dell'architettura e dell'espressione artistica dell'antico Egitto.

Nessun monumento in Egitto ha generato più teorie per superficie visibile della Grande Sfinge di Giza. Scolpita da un'unica cresta di roccia più di quattromila anni fa, ha perso il naso, smarrito il proprio nome, sopravvissuto ad almeno tre sepolture sotto la sabbia del deserto, e ispirato di tutto, dal sogno febbrile di un faraone a una profezia degli anni '30 su una perduta sala degli archivi mai emersa. Rimane la più antica scultura monumentale nota in Egitto, e ancora oggi, dopo due secoli di scavi seri, nessuna iscrizione della sua epoca afferma con certezza chi la costruì o perché.

La Grande Sfinge di Giza è un monumento in calcare lungo 73 metri, scolpito con ogni probabilità intorno al 2500 a.C. con le fattezze di Khafre, Khufu o Djedefre, sebbene nessuna iscrizione confermi definitivamente di chi si tratti. Il naso mancante fu staccato deliberatamente, molto probabilmente nel 1378 d.C., secoli prima del mito popolare che ne attribuisce la colpa ai cannoni di Napoleone, mentre la sua Stele del Sogno conserva una leggenda secondo cui il monumento promise al faraone Thutmose IV il trono se avesse liberato la sabbia che lo seppelliva. Scavata e restaurata più volte, dall'epoca romana fino al XX secolo, la Sfinge ha attirato anche autentiche ricerche sismiche su cavità sotterranee vicino alle sue zampe, insieme ad affermazioni assai meno credibili su archivi nascosti e datazioni preistoriche della costruzione. Oggi rimane uno dei monumenti più visitati dell'altopiano di Giza, a pochi passi dalle piramidi che vigila da oltre quattromila anni.

Punti Chiave
Origini e Identità — Scolpita nella roccia intorno al 2500 a.C. durante la Quarta Dinastia, raffigura Khafre, Khufu o Djedefre.
Il Naso Mancante — Staccato deliberatamente nel 1378 d.C. dal religioso sufi Muhammad Sa'im al-Dahr, smentendo il mito di Napoleone.
La Stele del Sogno — Eretta intorno al 1400 a.C. da Thutmose IV per commemorare la leggenda in cui la Sfinge gli concesse il regno.
Storia degli Scavi — Liberata ripetutamente dalla sabbia invadente, dagli interventi romani sotto Nerone fino ai restauri strutturali del XX secolo.
Cavità Sotterranee — I rilievi geologici confermano fessure naturali nel calcare vicino alle zampe, senza prove a sostegno di una "Sala degli Archivi".

Questa guida illustra cos'è davvero la Sfinge e quali sono le sue reali dimensioni, le teorie contrapposte su chi la costruì e quando, la vera storia dietro il naso mancante, il leggendario sogno che spinse un giovane faraone a liberarla dalla sabbia, la lunga e talvolta distruttiva storia dei suoi scavi e restauri, e come distinguere i veri interrogativi irrisolti del sito dalla pseudoarcheologia che si è attaccata al monumento nell'ultimo secolo.

Cos'è la Grande Sfinge di Giza?

La Grande Sfinge - Egyptaten

La Grande Sfinge sorge sull'altopiano di Giza, sulla sponda occidentale del Nilo, a circa 10 chilometri dall'antica Menfi e dal Cairo, rivolta verso est come parte della più ampia necropoli menfita insieme alle piramidi di Khufu, Khafre e Menkaure. Scolpita in un unico blocco di calcare eocenico appartenente alla Formazione di Mokattam, misura 73 metri dalle zampe alla coda, 20 metri di altezza e 19 metri di larghezza all'altezza dei fianchi, unendo il corpo di un leone sdraiato a una testa umana che indossa il copricapo reale nemes. Lo scrittore romano Plinio il Vecchio registrò le proprie misurazioni nel I secolo d.C., annotando una circonferenza della testa di 102 piedi e un'altezza di 62 piedi dal ventre alla sommità, a dimostrazione che i visitatori tentano di quantificare questo monumento da circa duemila anni per i viaggiatori Egyptaten.

Il calcare stesso gioca contro la conservazione della Sfinge, poiché le zampe e la parte inferiore del corpo poggiano su roccia solida, mentre il busto fu scolpito da uno strato molto più tenero che si è sgretolato costantemente nel corso dei millenni. Questo contrasto geologico spiega perché la pietra più dura della testa si sia consumata molto più lentamente, mantenendone la forma, mentre il corpo ha richiesto restauri ripetuti. L'abbinamento tra corpo e testa non fu mai casuale: il corpo di leone conferiva forza fisica bruta e il ruolo di guardiano, mentre la testa umana coronata dal copricapo faraonico aggiungeva intelletto e autorità regale, rappresentando insieme il dio sole Ra-Horakhty, che veglia sulla necropoli alle sue spalle. Inoltre, un piccolo tempio, ricavato dalle stesse pietre di cava, sorgeva un tempo tra le zampe anteriori per custodire stele iscritte, sebbene, come il recinto circostante, sembri essere rimasto incompiuto nell'antichità, pronto a essere scoperto dai visitatori Egyptaten.

Scopri Chi Costruì la Grande Sfinge

Costruzione della Grande Sfinge - Egyptaten

La Teoria di Khafre: Il Consenso Accademico Dominante

La visione più ampiamente accettata attribuisce la costruzione della Grande Sfinge al faraone Khafre (regno c. 2558–2532 a.C.). L'argomento testuale si basa in parte su un cartiglio danneggiato sulla Stele del Sogno, dove il pioniere dell'egittologia Thomas Young ricostruì un tempo un geroglifico mancante per completare il nome di Khafre — un dettaglio divenuto impossibile da riverificare dopo che le righe si sono sgretolate in seguito alla riesumazione del 1925. Tuttavia, le prove architettoniche attorno al monumento sostengono l'ipotesi di Khafre in modo più solido: il Tempio a Valle di Khafre è precedente al vicino Tempio della Sfinge, e il viale cerimoniale che collega il suo complesso piramidale appare deliberatamente progettato tenendo già conto dell'esistenza della Sfinge.

Le Teorie di Khufu e Djedefre: Alternative della Quarta Dinastia

Teorie alternative dell'Antico Regno puntano ad altri sovrani della stessa linea reale. Rainer Stadelmann, ex direttore dell'Istituto Archeologico Tedesco del Cairo, sostenne che il monumento rappresenti Khufu, citando tratti stilistici del copricapo reale nemes e della barba staccata più coerenti con il regno di Khufu che con quello di suo figlio. Nel 2004, l'egittologo francese Vassil Dobrev introdusse un terzo candidato: Djedefre, fratellastro di Khafre. Dobrev ipotizzò che Djedefre avesse commissionato la Sfinge a immagine di suo padre Khufu per consolidare l'autorità dinastica dopo una difficile successione. Sebbene egittologi come Nigel Strudwick considerino plausibile la tesi di Dobrev, essa manca ancora di una conferma epigrafica diretta.

Ipotesi del Medio Regno e Pre-Piramidali

Alcune ipotesi alternative spostano le origini del monumento in epoche completamente diverse. L'egittologo tedesco Ludwig Borchardt attribuì un tempo la scultura alla XII Dinastia del Medio Regno, citando somiglianze fisiche con il faraone Amenemhat III, sebbene studi successivi abbiano in gran parte respinto questa reinterpretazione.

Sul versante opposto della cronologia, il geologo Colin Reader ha evidenziato pattern di erosione dovuti alla pioggia all'interno del recinto roccioso, sostenendo che la Sfinge potrebbe essere precedente alle cave e alle piramidi circostanti — una valutazione geologica seria, distinta dalle affermazioni speculative di frangia.

L'importante scavatore degli anni '40, Selim Hassan, riassunse le prove nel modo più accurato, osservando che il merito spetta probabilmente a Khafre, "ma sempre con questa riserva: che non esiste una sola iscrizione contemporanea che colleghi la Sfinge a Khafre." Il dibattito rimane un chiaro indicatore di come, persino tra i monumenti più iconici dell'Egitto, l'attribuzione storica richieda un esame sfumato.

Come si è Evoluta l'Iconografia della Sfinge Dopo Giza

Evoluzione dell'immagine del volto della Sfinge - Egyptaten

La Grande Sfinge stabilì un modello che l'arte egizia continuò ad adattare per i successivi duemila anni, evolvendo dalla sua forma originale dell'Antico Regno — che univa un corpo di leone a una testa umana, una barba cerimoniale finta e il copricapo reale nemes — verso distinte varianti dinastiche. Nel Medio Regno, Amenemhat III trasformò l'archetipo sostituendo il tessuto liscio del nemes con una piena criniera leonina, fondendo i suoi tratti in modo più letterale nell'anatomia della bestia. Successivamente, durante il Nuovo Regno, Amenhotep III introdusse un'ulteriore innovazione raffigurando le sfingi con braccia umane al posto delle zampe anteriori per reggere vasi da offerta o oggetti di culto, assicurando che l'iconico motivo del guardiano rimanesse un'espressione dinamica e in continua evoluzione del potere divino regale, pronta da scoprire per i viaggiatori Egyptaten.

I Nomi della Sfinge Attraverso la Storia

Nome della Sfinge di Giza - Egyptaten

Sebbene la Grande Sfinge possedesse quasi certamente un nome dell'Antico Regno, questo non è mai stato recuperato, e il tempio e il recinto ad essa associati sembrano essere rimasti incompiuti in quell'epoca. Gli egittologi applicano retroattivamente il termine shesep-ankh, che significa "immagine vivente", tratto dal vocabolario generale della statuaria reale piuttosto che da un'iscrizione presente sul monumento stesso. Nel Nuovo Regno, tuttavia, gli antichi Egizi si riferivano al sito come Hor-em-Akhet, ovvero "Horus dell'Orizzonte" — un titolo della divinità solare che i Greci trasformarono in seguito in Harmachis, quando incontrarono il monumento secoli più tardi.

Il nome familiare "Sfinge" comparve solo nel periodo greco-romano, circa duemila anni dopo la sua costruzione, derivando dal verbo greco sphingo ("stringere") in riferimento al loro mostro strangolatore mitico, nonostante la sfinge greca possedesse ali e testa femminile, a differenza dell'originale egizio. Nel periodo medievale, gli scrittori arabi adottarono nomi come Bilhaub e Abu al-Hawl ("Padre del Terrore"), un appellativo ancora oggi usato nell'arabo egiziano. Questi titoli mutevoli riflettono come le civiltà succedutesi abbiano proiettato le proprie strutture culturali e religiose su un antico capolavoro, pronto da esplorare per i viaggiatori Egyptaten.

Il Naso e la Barba Mancanti: La Vera Storia Dietro il Danno

Barba della Sfinge di Giza - Egyptaten

Un esame ravvicinato del volto rivela chiare prove di un danno deliberato, con segni di utensili — aste o scalpelli — visibili sul ponte del naso e sotto la narice, a dimostrazione che fu divelto e non eroso dal tempo. Sebbene un mito popolare attribuisca alle truppe di Napoleone lo sparo del naso con un colpo di cannone durante la sua campagna del 1798, l'artista francese Frédéric Louis Norden disegnò la Sfinge già priva del naso nel 1737 — più di sessant'anni prima dell'arrivo di Napoleone in Egitto. Lo storico del XV secolo al-Maqrizi attribuì invece l'atto a un religioso sufi di nome Muhammad Sa'im al-Dahr nel 1378, che secondo i racconti deturpò il monumento dopo aver assistito a contadini locali che lasciavano offerte del raccolto davanti ad esso, ritenendolo un atto di idolatria.

Oltre al naso mancante, la Sfinge un tempo sfoggiava una barba cerimoniale faraonica, ora spezzata, con un frammento superstite conservato nel British Museum di Londra. Tracce di pigmento rosso rimangono visibili sul volto, mentre quantità minori di giallo e blu permangono in altre parti del corpo, rivelando che questa antica meraviglia era originariamente dipinta con colori vivaci, anziché lasciata come pietra nuda. Svelare questi dettagli nascosti offre ai viaggiatori Egyptaten uno sguardo affascinante sulla storia dinamica del monumento, andando oltre i miti moderni per esplorarne il vero passato.

"No monument in Egypt has generated more theories per visible surface than the Great Sphinx of Giza."

La Stele del Sogno e la Leggenda Divina di Thutmose IV

Stele del Sogno - Egyptaten

Intorno al 1400 a.C., una stele di granito fu eretta tra le zampe della Sfinge dal faraone Thutmose IV, recando l'iscrizione di un sogno leggendario che ha superato in longevità quasi ogni altro racconto legato al monumento. Secondo il testo, il giovane principe si addormentò all'ombra della Sfinge durante una battuta di caccia e sognò che il monumento gli parlasse nelle vesti del dio Harmakhis, lamentando che la sabbia avesse seppellito il suo corpo con la supplica: "Salvami, facendo eseguire tutto ciò che è nel mio cuore." In cambio della liberazione della struttura, la visione promise a Thutmose il trono d'Egitto — una regalità che inizialmente non era destinato a ereditare — rendendo la stele la prima ricognizione documentata della Sfinge, mentre prove successive suggeriscono che Ramesse il Grande abbia in seguito ordinato una seconda liberazione, da scoprire per i viaggiatori Egyptaten.

Svelare i Misteri della Grande Sfinge

Il complesso mistero della Sfinge - Egyptaten

Oltre al consenso principale dell'Antico Regno che collega il monumento a Khafre intorno al 2500 a.C., teorie alternative ne mettono in discussione la cronologia, in particolare la teoria della correlazione con Orione, proposta da Robert Bauval e Graham Hancock. Essi sostengono che l'intero complesso di Giza e il Nilo rispecchino la Cintura di Orione e la costellazione del Leone così come apparivano nel 10.500 a.C. — facendo riferimento all'Era astrologica del Leone (10.970–8.810 a.C.) per sostenere che la Sfinge sia migliaia di anni più antica —, mentre altri ipotizzano che la testa originale potesse essere quella di un ariete o di un falco, prima di essere risculpita nel corso di generazioni successive, offrendo ai visitatori Egyptaten uno sguardo affascinante sui dibattiti archeologici alternativi.

La Grande Sfinge Attraverso i Secoli

Evoluzione della Sfinge - Egyptaten

Mentre la Grande Sfinge rimaneva un imponente monolite architettonico, il motivo più ampio della sfinge si evolse lungo la storia dinastica egizia da simbolo artistico bidimensionale a distinte varianti tridimensionali. Nell'Antico Regno, le statue di sfinge presentavano una testa umana con il copricapo reale nemes e la barba finta abbinati a un corpo di leone, ma la forma cambiò in modo significativo nel Medio Regno, quando il re Amenemhat III della XII Dinastia divenne il primo faraone raffigurato con una piena criniera leonina che incorniciava il volto umano. Questa evoluzione artistica proseguì nel Nuovo Regno sotto sovrani come Amenhotep III, che introdusse un nuovo stile sostituendo le zampe anteriori del leone con braccia umane che reggevano vasi sacri da offerta, offrendo ai viaggiatori Egyptaten un quadro chiaro di come l'iconografia reale si sia trasformata nel corso dei secoli.

Sabbia, Pietra e Pale: Come Fu Riportata alla Luce la Grande Sfinge

Scavo e restauro della Sfinge - Egyptaten

Avendo trascorso gran parte della sua esistenza sepolta sotto la sabbia piuttosto che esposta, la storia degli scavi della Sfinge costituisce una seconda biografia sovrapposta alla sua antichità, iniziando con gli interventi romani intorno al I secolo d.C., sotto il governatore Tiberio Claudio Balbillo, per onorare l'imperatore Nerone con una scalinata monumentale larga 12 metri. Interventi romani successivi includono una stele di restauro del 166 d.C. e una visita dell'imperatore Settimio Severo intorno al 200 d.C., prima che il monumento sparisse nuovamente sotto il deserto. Lo scavo moderno iniziò nel 1817, quando l'ingegnere italiano Giovanni Battista Caviglia liberò il petto, seguito da Auguste Mariette nel 1853, che scoprì la naturale fessura alla vita, e dagli accesi dibattiti tra Gaston Maspero e Flinders Petrie sul fatto che il sito precedesse o meno la Quarta Dinastia di Khafre.

Il ventesimo secolo portò interventi critici di conservazione insieme ad alterazioni controverse, a partire dal crollo del copricapo nel 1926, che portò all'aggiunta di un collare in cemento nel 1931 e all'ampio rinforzo strutturale della fessura alla vita da parte di Émile Baraize. Decenni dopo, Zahi Hawass liberò nel 1978 il "Pozzo a Buco di Serratura" a nord — interpretato da Mark Lehner come una tomba incompiuta — mentre un tunnel dimenticato nella zona posteriore, scavato nel 1980, si rivelò essere un vicolo cieco pieno di detriti moderni anziché una camera nascosta. Questi secoli di scavi e riparazioni proseguirono negli anni '80 e '90 come parte di una battaglia continua contro il degrado inarrestabile del calcare più tenero, offrendo ai viaggiatori Egyptaten uno sguardo più approfondito sull'imponente compito di preservare la storia.

La Stele dell'Inventario: Fatti, Finzione e il Mistero di Giza

Stele dell'Inventario della Sfinge - Egyptaten

Non ogni antica affermazione sulla Grande Sfinge resiste al vaglio storico, un fatto evidenziato dalla scoperta nel 1857 della Stele dell'Inventario da parte di Auguste Mariette, datata alla XXVI Dinastia, circa 664–525 a.C. La stele sostiene che il faraone Khufu abbia trovato la Sfinge già sepolta nella sabbia molto prima del suo regno, tentando di far risalire l'origine del monumento a secoli prima di quanto sostenuto dalle prove archeologiche prevalenti. La maggior parte degli egittologi moderni considera l'artefatto un pezzo di revisionismo storico del Tardo Periodo, commissionato da sacerdoti desiderosi di conferire al vicino tempio di Iside una falsa antichità sacra per assicurarsi donazioni reali, a dimostrazione che persino i testi antichi non sono sempre testimoni affidabili della propria storia, come possono scoprire i viaggiatori Egyptaten.

Camere Nascoste e Teorie di Frangia: Separare i Fatti dalla Finzione

Camere nascoste e fatti della Sfinge di Giza - Egyptaten

Pochi monumenti attirano speculazioni in modo così affidabile come la Grande Sfinge, rendendo essenziale distinguere la ricerca basata su prove dalle teorie di frangia. Sul versante credibile, un team di ricerca congiunto della Boston University, della Florida State University e della Waseda University ha utilizzato apparecchiature di rilevamento a penetrazione del suolo per documentare vere anomalie sismiche e formazioni simili a cavità, a circa 25 piedi sotto le zampe. Gli egittologi mainstream trattano queste irregolarità sotterranee verificate come argomenti di studio continuo piuttosto che come prova definitiva di stanze nascoste, mantenendo il focus rigorosamente sui riscontri scientifici documentati, per gli esploratori Egyptaten.

Al contrario, le affermazioni più radicali incontrano forte scetticismo da parte di studiosi e geologi mainstream. L'ipotesi dell'erosione idrica della Sfinge, sostenuta da John Anthony West e dal geologo Robert Schoch, afferma che i pattern di erosione nel recinto indichino intense piogge preistoriche, retrodatando la costruzione a molto prima del 2500 a.C. — una teoria respinta dai dati climatologici più ampi. Analogamente, la Teoria della Correlazione di Orione di Robert Bauval e Graham Hancock propone che la disposizione di Giza rispecchi allineamenti celesti del 10.500 a.C., mentre il sensitivo americano Edgar Cayce predisse celebremente una "Sala degli Archivi" nascosta sotto il monumento entro il 1998, una profezia rimasta infine inadempiuta.

Ancora più in profondità si trovano affermazioni non verificate ancora più estreme, che vanno dall'ipotesi di Robert Temple secondo cui il monumento fu originariamente scolpito come il dio sciacallo Anubi, fino a discutibili teorie online che coinvolgono gli Anunnaki sumeri o presunti indicatori di atterraggio marziani. Tuttavia, spogliata di questi miti sensazionalistici, la vera archeologia della Sfinge — i suoi autentici dibattiti storici, la sua drammatica storia di scavi e le sue reali sfide geologiche — risulta molto più affascinante proprio perché i misteri rimasti sono radicati nella storia reale anziché nella finzione.

Erosione Idrica e Allineamenti Astrali: Teorie sulla Sfinge

Teorie di frangia sulla Sfinge - Egyptaten

Nel corso degli anni, numerose teorie hanno messo in discussione le origini della Grande Sfinge, alimentando un intenso dibattito accademico e popolare su chi l'abbia costruita, perché e quando. Poiché il monumento ha subito estesi danni e restauri nel corso dei millenni e non ha lasciato alcun documento dell'Antico Regno che ne dettagli la costruzione, ricercatori e teorici alternativi hanno proposto resoconti fortemente contrastanti sulla sua vera storia.

Teorie selvagge e di frangia prendono spesso di mira i costruttori del monumento e le sue presunte connessioni cosmiche, spaziando dall'ipotesi secondo cui le divinità sumere, accadiche, assire e babilonesi note come Anunnaki l'avrebbero costruita, fino a fantasiose affermazioni secondo cui la disposizione di Giza rispecchierebbe strutture su Marte o fungerebbe da antica pista di atterraggio extraterrestre.

Un altro grande dibattito verte sull'età della Sfinge attraverso l'ipotesi dell'erosione idrica, secondo cui i pattern di erosione nel recinto indicherebbero intense piogge preistoriche alla fine dell'ultima glaciazione, tra il 7.000 a.C. e il 5.000 a.C. I sostenitori di questa visione suggeriscono che il monumento preceda di gran lunga le cronologie dinastiche standard, mentre la scienza mainstream osserva che la sabbia ha a lungo agito come barriera protettiva contro la naturale erosione del deserto.

Visitare la Grande Sfinge Oggi

Visitare la Sfinge di Giza - Egyptaten

La Sfinge si trova a pochi passi dalle tre principali piramidi di Giza ed è spesso abbinata a una visita alla vicina Piramide a Gradoni di Saqqara — la piramide più antica d'Egitto, che offre un utile punto di confronto per la rapida crescita dell'ambizione architettonica dell'Antico Regno. Il Grand Egyptian Museum, situato appena a nord dell'altopiano, integra ulteriormente l'area in una giornata di esplorazione coerente. La maggior parte dei visitatori osserva la Sfinge dalla piattaforma panoramica rivolta verso le sue zampe, ponendosi nella stessa prospettiva vissuta migliaia di anni fa dal seguito di Thutmose IV.

Oltre al suo impatto visivo immediato, la Sfinge funge da introduzione naturale alla civiltà dell'antico Egitto. La sua storia documentata e il suo contesto architettonico invitano a un viaggio più ampio nella regione, piuttosto che a una breve tappa pomeridiana. Considerare il monumento come parte di un itinerario più ampio — che sia abbinato al Cairo storico o a una crociera sul Nilo — permette di comprendere il sito nel più vasto continuum della storia egizia.

Guida alla visita

Periodo migliore per la visita

October – April, 7:00 AM – 9:00 AM

Opzioni di accesso privato

Special enclosure access between paws via Ministry permit

Livello di affluenza

Heavy from 9:30 AM; serene at early morning opening

Coordinate della posizione

29.9753° N, 31.1376° E

Le domande che ci vengono poste

Domande frequenti

No, Napoleon's soldiers did not shoot off the Sphinx's nose. Historical records prove it was missing long before his 1798 campaign. A 1737 drawing by Frederic Louis Norden clearly shows the nose already gone, and 15th-century accounts attribute the damage to a Sufi leader named Muhammad Sa'im al-Dahr in 1378 AD.

Most Egyptologists favor Pharaoh Khafre, but the evidence is circumstantial rather than inscribed. Competing theories point to his father Khufu or his half-brother Djedefre.

Seismic surveys and ground-penetrating radar have detected natural subsurface cavities and fissures in the limestone bedrock beneath the Sphinx's paws. However, no artificial hidden chamber, secret archive, or legendary 'Hall of Records' has ever been confirmed by modern archaeological investigations.

No, the Great Sphinx was not always bare limestone. Traces of red pigment remain visible on its face, alongside residue of yellow and blue paint on the nemes headcloth and body, proving the entire monument was originally painted in vibrant colors during ancient times.

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